Scholarly article on topic 'Gastroenterite eosinofila: un caso clinico con revisione della letteratura sui disordini intestinali associati agli eosinofili'

Gastroenterite eosinofila: un caso clinico con revisione della letteratura sui disordini intestinali associati agli eosinofili Academic research paper on "Clinical medicine"

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Academic research paper on topic "Gastroenterite eosinofila: un caso clinico con revisione della letteratura sui disordini intestinali associati agli eosinofili"

Italian Journal of Medicine (2009) 3, 166—171

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CASO CLINICO

Gastroenterite eosinofila: un caso clinico con revisione della letteratura sui disordini intestinali associati agli eosinofili

Eosinophilic gastroenteritis: a case report and a review of eosinophilic gastrointestinal disorders

Chiara Benatti*, Carla Sacchetti, Antonio Pedrazzi, Claudio Gollini, Federica Vecchi, Stefano Pederzoli, Marco Grandi

UOC Medicina Interna (Direttore: Dott. Marco Grandi), Nuovo Ospedale Civile di Sassuolo, AUSL di Modena

Ricevuto il 31 ottobre 2008; accettato il 7 maggio 2009 disponibile online il 19 luglio 2009

KEYWORDS

Eosinophilic gastroenteritis; Eosinophilia; Abdominal pain; Eosinophilic ascites.

Summary

Background: Despite its uncommon occurrence, eosinophilic gastroenteritis is one of the most important primary eosinophilic gastrointestinal disorders. These are defined as disorders that selectively affect the gastrointestinal tract with eosinophil-rich inflammation in the absence of known causes for eosinophilia. The disorders include eosinophilic esophagitis, eosinophilic gastritis, eosinophilic gastroenteritis, eosinophilic enteritis and eosinophilic colitis. Aim of the study: This review focuses on the epidemiology, pathophysiology, clinical features and treatment of primary eosinophilic gastrointestinal disorders with particular attention to primary eosinophilic gastroenteritis.

Clinical case: We report a case of a 32-years-old woman that was admitted to our Hospital complaining of abdominal pain, ascites and diarrhea. Laboratory investigations showed a white cell count of 15.1 thousands/mm3 with eosinophilia; other laboratory studies were within the normal limits. Abdominal ultrasonography demonstrated peritoneal effusion and cytological analysis revealed a prevalence of eosinophils in the ascites. The multiple endoscopic biopsies were normal. However, the clinical history, and the laboratory, radiological and endoscopic findings gave a firm diagnosis of the serosal form of primary eosinophilic gastroenteritis. Discussion: This is a rare, benign condition, pathologically characterized by an important eosinophilic infiltration of the wall of the digestive tract and presents a constellation of symptoms that are related to the degree and area of the gastrointestinal tract affected. Primary eosinophilic gastroenteritis encompasses multiple disease entities subcategorized into three

* Corrispondenza: UOC Medicina Interna, Nuovo Ospedale Civile, via F. Ruini 2 - 41049 Sassuolo, MO. E-mail: c.benatti@ospedalesassuolo.it (C. Benatti).

1877-9344/$ — see front matter © 2009 Elsevier Srl. Tutti i diritti riservati. doi:10.1016/j.itjm.2009.05.001

types on the basis of the level of histologic involvement: mucosal, muscolaris and serosal forms. Every layer of the gastrointestinal tract can be involved, so that endoscopic biopsy can be normal in patients with the muscolaris subtype, serosal subtype, or both. © 2009 Elsevier Srl. All rights reserved.

Introduzione

La gastroenterite eosinofila (GE) è una rara patología infiam-matoria appartenente alla famiglia dei disordini gastrointe-stinali primitivi correlati agli eosinofili (EGID) e caratterizzata dalla presenza di un infiltrato eosinofilo a carico della parete del tratto gastrointestinale, in assenza di una causa nota di eosinofilia. Tali disordini comprendono l'esofagite, la gastrite e la gastroenterite eosinofila, l'enterite e infine la colite eosinofila [1].

I pazienti affetti da EGID presentano un quadro clinico variabile in relazione alla sede, all'estensione, alla profondita dell'infiltrato e al prevalente interessamento della mucosa, della parete muscolare o della sierosa [1,2].

L'eziopatogenesi non e nota, tuttavia nel 10% dei soggetti affetti da tali patologie vi è familiarité a verosimile trasmis-sione autosomica dominante, mentre un'elevata percentuale di pazienti, compresa fra il 30 e il 70%, presenta una precedente associazione con allergie alimentari o farmacologiche, riniti allergiche, asma bronchiale, dermatiti atopiche ed elevati livelli di IgE, suggerendo cosí una predisposizione atopica come causa eziologica [1,3].

La diagnosi ottimale si ottiene mediante biopsie endosco-piche multiple, poiché l'infiltrato eosinofilo puè avere una distribuzione a macchie, tuttavia non sempre eè possibile giungere a un riscontro istologico proprio per le caratteri-stiche intrinseche della malattia. Molti autori, pertanto, ritengono che la presenza di sintomi gastroenterici e di segni radiologico-ecografici "compatibili", unitamente all'esclu-sione di cause note di eosinofilia rientrino tra i criteri dia-gnostici fondamentali da utilizzare [3,4].

I fondamenti della terapia sono costituiti in prima istanza da una dieta ristretta, atta a identificare potenziali allergeni alimentari, dalla terapia steroidea, dai farmaci stabilizzatori dei mastociti, dagli antagonisti dei recettori dei leucotrieni, dagli antistaminici e piè recentemente da anticorpi mono-clonali quali l'anti-IL5 [1,4].

Esponiamo il caso di una paziente affetta da GE a inte-ressamento della sierosa. Illustriamo il percorso diagnostico da noi effettuato, ponendo particolare attenzione alle dia-gnosi differenziali. In fine presentiamo un breve approfondi-mento sulla patologia.

Caso clinico

P.M., donna, 31 anni, in sostanziale buona salute eccetto che per una forma di asma bronchiale in etaè infantile e saltuaria dispepsia con riscontro endoscopico, nel 2005, di gastrite antrale Helicobacter pyloñ negativa.

L'anamnesi farmacologia era muta a esclusione della terapia estroprogestinica, sospesa 15 giorni prima dell'epi-sodio acuto, e dell'assunzione di procinetici ''al bisogno''.

Due settimane prima del ricovero erano comparsi dolori addominali intermittenti, di intensitaè moderata, prevalen-temente localizzati in fossa iliaca destra con irradiazione

lombare, che si associavano ad alvo diarroico, con 2-3 scari-che/die di feci semiliquide normocromiche, e sporadici epi-sodi di vomito alimentare.

In un primo momento, sia per il riscontro ecografico di minimo versamento endoperitoneale sia per il corredo sinto-matologico, il medico curante, nel sospetto di rottura di cisti ovarica follicolare, aveva consigliato terapia sintomatica con paracetamolo. A causa del persistere e dell'ingravescenza della sintomatologia dolorosa la paziente si era successiva-mente recata al Pronto Soccorso del nostro Ospedale.

L'evidenza ecografica di abbondante versamento nel Douglas induceva il collega del Pronto Soccorso a disporre il ricovero nella UOC di Medicina Interna per gli accertamenti del caso.

• Negli accertamentibioumorali era presente un'importante eosinofilia periferica (5,79 migliaia/mm3) con lieve leuco-citosi (globuli bianchi 15,1 migliaia/mm3), mentre risulta-vano nella norma il dosaggio delle IgE, la funzionalita epatica e renale, gli indici di flogosi, le indagini auto-immunitarie, le piu comuni sierologie virali e i marcatori neoplastici a eccezione del Ca 125, aumentato di 2 volte rispetto ai limiti di norma (tabella 1).

• All'ecografia dell'addome, ripetuta il giorno successivo all'ingresso, si riconfermava la presenza di versamento nel Douglas, quantificabile in circa 500 cc, unitamente ad aumento volumetrico dell'ovaio di destra, caratteriz-zato dalla presenza di alcune formazioni con aspetto cistico-follicolare, verosimilmente "funzionali" come riba-dito dallo specialista ginecologo.

• La citología sul liquido ascitico, di cui riportiamo le carat-teristiche chimico-fisiche (tabella 1), metteva in risalto, come unico elemento di rilievo, la presenza di una ricca componente granulocitaria eosinofila (fig. 1); negativo, invece, l'esame colturale.

• Gli accertamenti microbiologici sulle feci (Salmonella, Shigella, Campylobacter) e la ricerca dei piu comuni paras-siti risultavano ripetutamente negativi.

• Vista la significativa eosinofilia periferica associata alla presenza di liquido endoaddominale si eseguivano i test sierologici per Toxocara canis e Trichinella spiralis, risultati anch'essi nella norma (tabella 1).

• Per escludere una peraltro improbabile patologia emato-logica primitiva furono programmate ed effettuate biopsia osteomidollare, indagini di biologia molecolare (ricerca di JAK2, BCR/ABL, riarrangiamento ETV6, PDGFRA, monoso-mia CHIC2) e analisi citogenetica sul sangue midollare, risultate negative (tabella 1).

• Gli accertamenti venivano completati dalla valutazione endoscopica (colonscopia e gastroscopia), con evidenza di quadro macroscopico e bioptico che non portava ad alcuna conclusione diagnostica, ma sicuramente non indicativo di malattia infiammatoria cronica intestinale.

Il decorso clinico fu caratterizzato dal miglioramento della sintomatologia con regressione completa della stessa dopo circa 3 giorni, in assenza di una terapia specifica. Per tale motivo decidemmo di non effettuare ne una laparoscopia

Tabella 1 Accertamenti laboratoristici.

Accertamenti Valori di riferimento Valori della paziente Accertamenti Valori di riferimento Valori della paziente

Hb (g/dL) 13,5-17,5 14 Dosaggio C3-C4 (mg/dL) 90-180/10-40 125/23

Globuli bianchi (migliaia/mm3) 4-10,9 15,1 Sierologia HIV, HBV, HCV Negativa

Piastrine (migliaia/mm3) 140-440 327 Mutazione JAK2 Assente

Eosinofili (migliaia/mm3) 0-0,35 5,79 BCR/ABL, riarrangiamento ETV6 Assente

Ca 125 (U/mL) <35 41 Sierologia Toxocara canis Negativa

IgE 1-165 38 Sierologia Trichinella spiralis Negativa

ANA < 1: 80 1: 80 Ricerca parassiti nelle feci Negativa

ENA, anticorpi anti-Ds-DNA Negativi Ricerca Spirochete Negativa

Anticorpi anti-transglutaminasi (U/mL) <9 2,7 Coprocoltura negativa

Liquido ascitico

Aspetto: torbido ed ematico Albumina: 2,9 g/dL Globuli bianchi: 4,1 migliaia/UI

Citologia: netta prevalenza di eosinofili Esame colturale: negativo

Figura 1 Esame citologico su liquido ascético.

esplorativa, indagine invasiva e non scevra da complicanze, né un'ulteriore indagine endoscopica con videocapsula.

Sulla base dell'anamnesi, della clinica, dell'esito di tutte le indagini sia laboratoristiche sia strumentali, e nonostante l'assenza di una conferma istologica, fu prospettata la dia-gnosi di gastroenterite eosinofila a interessamento della tonaca sierosa.

A distanza di un mese dalla dimissione, una rivalutazione clinica, laboratoristica ed ecografica risulto negativa; in particolare, vi era stata normalizzazione dell'esame emo-cromocitometrico e rilevammo ecograficamente la completa scomparsa del versamento endoaddominale.

Gastroenterite eosinofila

La GE appartiene al gruppo dei disordini gastrointestinali associati agli eosinofili, e viene suddivisa in primitiva (ato-pica, non atopica e familiare) e secondaria (correlata o non correlata a un disordine degli eosinofili) come mostrato in tabella 2 [3].

La GE primitiva, di cui ci occupiamo nel nostro lavoro, é stata segnalata per la prima volta da Kaiser nel 1937 [5] e per le similitudini cliniche, laboratoristiche e strumentali e frequentemente descritta in letteratura unitamente alla gastrite e all'enterite eosinofila primitive.

E una rara patologia infiammatoria caratterizzata dalla presenza di un infiltrato eosinofilo variabile a carico di uno o piu segmenti del tratto gastrointestinale, associato frequen-temente, ma non necessariamente, a eosinofilia periferica e sintomatologia gastroenterica in assenza di una causa nota di eosinofilia [6,7].

Incidenza ed eziopatogenesi

La reale incidenza di questa entita clinico-patologica e diffi-cilmente valutabile per l'esiguita dei casi diagnosticati e segnalati in letteratura; si stima che il picco di incidenza sia fra il terzo e il quinto decennio di vita [8].

E frequentemente, ma non necessariamente, correlata a una diatesi allergica; infatti, molti pazienti presentano

Tabella 2 Classificazione della gastroenterite eosinofila.

• Primitiva (forma mucosa, muscolare, sierosa)

- Atopica

- Non atopica

- Familiare

• Secondaria

- Non eosinofilo-correlata

Iatrogenica

Infezioni

Celiachia

Malattia infiammatoria intestinale Connettivopatie (sclerodermia) Vasculiti (sindrome di Churg-Strauss) Disordini autoimmunitari Neoplasie Trapianti

- Eosinofilo-correlata

Sindrome ipereosinofila

Disordini primitivi correlati agli eosinofili

Fonte: Rothenberg ME. J Allergy Clin Immunol 2GG4;113(1):11-28.

Tabella 3 Percorso diagnostico per le gastoenteriti eosinofile.

• Esami di primo livello

- Emocromo con formula

- IgE totali

- Prick test e IgE RAST

- Ricerca di parassiti e altri agenti infettivi nelle feci

- Esami autoimmunitari

- Indagini endoscopiche

- Diagnostica per immagini

• In presenza di ipereosinofilia

- Biopsia osteomidollare

- Agoaspirato midollare

- Triptasi sierica

- Dosaggio della vitamina B12

- Ecocardiogramma

- Ricerca FIP1L1-PDGFR e/o del locus CHIC2

- Analisi citogenetica su sangue periferico

Fonti: Rothenberg ME. J Allergy Clin Immunol 2GG4;113(1):11-28; Khan S, et al. Pediatr Drugs 2GG2;4(9):563-7G.

precedenti associazioni con allergie a farmaci o alimenti, riniti allergiche, asma bronchiale (come la paziente da noi descritta), dermatiti atopiche ed elevati livelli di IgE, sug-gerendo cosí una predisposizione atopica nella patogenesi di questo disordine.

Da non dimenticare, infine, che nel 1G% dei casi vi e una familiarita con apparente modalita di trasmissione autoso-mica dominante [6-9].

Caratteristiche cliniche

Il quadro clinico della GE e estremamente polimorfo e stret-tamente correlato con la localizzazione, l'estensione e la profondita della lesione.

Le sedi piè frequentemente interessate dalla patologia sono lo stomaco, in particolare l'antro gastrico nei bambini, e il piccolo intestino. Tuttavia possono essere coinvolti anche l'esofago, il grosso intestino e il retto. Solitamente si distin-guono tre varianti, a seconda che vi sia un maggiore inte-ressamento della tonaca mucosa, della muscolare o della sierosa [8,1G].

• La tonaca mucosa è lo strato della parete del tubo digerente piu spesso coinvolto, con una sintomatologia caratterizzata da diarrea, vomito, dolore addominale preferenzialmente notturno e/o sanguinamento rettale, anemia sideropenica, malassorbimento, perdita di peso, dispepsia scarsamente responsiva ai gastroprotettori.

• L'interessamento della muscolare si caratterizza per la presenza di un infiltrato di eosinofili a livello di tale tonaca, con sintomatologia per lo piè correlata a transitori episodi di subocclusione o occlusione intestinale.

• La forma a interessamento della sierosa è la piu rara e si associa frequentemente a versamento essudatizio e dolore addominale, oltre che a una pièu significativa eosinofilia ematica rispetto agli altri sottotipi [8,11-13].

La patologia ha solitamente un decorso cronico con esa-cerbazioni sporadiche anche gravi, ma la prognosi in genere è buona [8].

Percorso diagnostico

I pazienti affetti da EGID e in particolare da GE primitiva presentano caratteristiche cliniche, laboratoristiche, stru-mentali comuni a molte altre patologie determinanti eosinofilia gastrointestinale. Pertanto, per porre la diagnosi si devono escludere, mediante indagini mirate, tutte le altre cause note di eosinofilia ematica e tessutale (tabella 3) [8].

A livello laboratoristico è necessario accertare o escludere la presenza di eosinofilia periferica, anemia, segni di malas-sorbimento, aumento degli indici di flogosi e delle IgE.

Ogni sforzo dovrebbe essere compiuto per escludere allergie note, tramite i Prick test cutanei e il dosaggio delle IgE RAST, e patologie autoimmunitarie e infettive.

In presenza di ipereosinofilia non giustificata si devono effettuare indagini di secondo livello comprendenti la biopsia osteomidollare e l'analisi citogenetica/molecolare su sangue midollare, che permettono di identificare un'eventuale patologia ematologica primitiva sottostante [14-16].

L'ultrasonografia e la tomografia forniscono informazioni utili in particolare nell'individuazione di ascite, di organo-megalie e di lesioni focali. La radiografia con pasto baritato puo evidenziare, invece, grossolane alterazioni della mucosa o la presenza di lesioni stenotiche o substenotiche. La scinti-grafia con Tc99 ha un ruolo nel determinare l'estensione delle lesioni e nel follow-up [17,18].

Nelle forme a interessamento della tonaca sierosa e/o della muscolare, in caso di andamento aggressivo e debilitante della malattia, puo rendersi necessaria una laparosco-pia esplorativa [8-12].

La diagnosi di certezza tuttavia si ottiene mediante biopsie endoscopiche multiple, atte a dimostrare la presenza di un infiltrato eosinofilo significativo (eosinofili > 2G/HPF o > 25% dell'infiltrato infiammatorio), che pero, per la natura focale dello stesso e/o per la localizzazione nella sottomucosa o nella sola sierosa, spesso possono risultare non diagnostiche. Pertanto il sospetto clinico, unitamente ai dati laboratoristico-strumentali sopra riportati divengono criteri fondamentali ai fini diagnostici [1,8].

Tabella 4 Diagosi differenziale delle gastroenteric eosino-file.

• Con sintomi gastroenterici • Con sintomi sistemici

- Colite pseudomembranosa — Vasculiti

- Infezioni parassitarie — Mastocitosi

- Adenoma ampolla — Sindrome ipereosinofila

- Addome acuto idiopatica

- Perforazione intestinale — Linfoma

- Celiachia — Neoplasie

- Malattia infiammatoria — Tubercolosi

intestinale — Graft Versus Host

- Appendicite acuta Disease (GVHD)

- Ematoma intramurale

- Linfangectasia

Fonte: Méndez-Sanchez N, et al. Dig Dis Sci 2007;52(11):2904—11.

Diagnosidifferenziale

La diagnosi differenziale include le allergie alimentari e farmacologiche, le infezioni parassitarie, batteriche ed elmintiche, le patologie del tessuto connettivo quali le vasculiti, la malattia diMenétrier, l'infezioneda Helicobacter pylori (in caso di eosinofilia della mucosa antrale), le malattie infammatorie intestinali quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn, la celiachia, i disordini mieloproliferativi, la sindrome ipereosinofila idiopatica e le gastroenteriti post-trapianto (tabelle 2 e 4) [1,8,17,18].

Terapia

Non vi sono un consenso univoco sulla terapia da adottare nei pazienti con GE primitiva né linee guida specifiche, ma una forte indicazione a effettuare un trattamento perso-nalizzato a seconda della severita di espressione della malattia, dell'eta e delle copatologie dei pazienti affetti [8].

La stretta associazione tra queste patologie e le allergie alimentari impone come primo provvedimento una dieta ristretta e/o di eliminazione al fine di identificare eventuali allergeni alimentari, con particolare attenzione al latte e ai suoi derivati.

Molti studi hanno dimostrato l'importanza del ruolo dei corticosteroidi, per le loro proprietèa antinfiammatorie, nel controllare le manifestazioni sintomatologiche, al dosaggio iniziale di 1-2 mg/kg con successiva graduale riduzione della posologia. Il principale meccanismo d'azione di tali farmaci e l'inibizione di citochine che contribuiscono alla differenzia-zione e proliferazione degli eosinofili quali IL3, IL5 e il GM-CSF [1,8,17—19].

Altri farmaci, quali gli stabilizzanti la membrana delle mast-cell e gli antistaminici, sono stati utilizzati con suc-cesso in casi sporadici, sebbene non via sia una dimostrazione su larga scala della loro efficaca [8,20].

In alcuni casi, principalmente pediatrici, sono stati impie-gati gli antagonisti del recettore del leucotrieni, il monte-lukast in particolare, al dosaggio di 10—40 mg/die, con discreta risposta clinica e riduzione dell'eosinofilia ematica.

Una nuova categoria di farmaci è costituita dagli anticorpi monoclonali. In particolare, nei casi piè severi e con malattia a decorso aggressivo sono stati utilizzati con discreto beneficio il mepolizumab, un anticorpo anti-IL5, citochina fondamentale per la maturazione, l'attivazione e la soprav-

vivenza degli eosinofili, oppure CAT-213, un altro anticorpo monoclonale e alcuni agenti che favoriscono l'apoptosi degli eosinofili [1,16—19].

La terapia chirurgica ea riservata ai rari casi di occlusione intestinale o di perforazione.

Le altre EGID

Qui di seguito riportiamo una breve descrizione delle altre due patologie appartenenti al gruppo delle EGID: l'esofagite e la colite eosinofila.

Esofagite eosinofila

I disordini esofagei associati agli eosinofili sono classificati in primitivi e secondari:

• il primo gruppo include le forme atopiche, le non atopiche e le familiari;

• il secondo, i disordini esofagei non correlati e quelli corre-lati agli eosinofili.

La malattia colpisce piu frequentemente il sesso maschile, con un picco di incidenza fra il terzo e il quarto decennio [1,8,21].

La sintomatologia clinica, talvolta ad andamento stagio-nale, e caratterizzata da alterazioni della motilita esofagea, disfagia preferenzialmente per i solidi, pirosi, dolore toracico, nausea, vomito e dispnea.

A livello radiologico e/o endoscopico sono frequenti i restringimenti, gli anelli mucosi, le erosioni, i polipi e le strie longitudinali.

La diagnosi ottimale e quella istologica, basata sul riscon-tro di un infiltrato eosinofilo significativo (eosinofili > 20/ HPF), tuttavia anche in questa patologia la sintomatologia clinica, l'anamnesi del paziente e i dati laboratoristico-stru-mentali assumono un ruolo di primaria importanza. Il ritardo diagnostico determina alterazioni importanti della motilita, un aumento del rischio di sviluppare esofago di Barrett (soprattutto in quei pazienti in cui coesistono reflusso gastro-esofageo ed esofagite eosinofila (EE)) e una piu elevata probabilita di sviluppare altre forme di EGID [21—24].

Prima di iniziare una qualsiasi terapia deve essere effet-tuato un tentativo con una dieta di eliminazione. Fra le terapie farmacologiche, quelle che prevedono l'utilizzo di corticosteroidi per via sia sistemica sia topica sono di prima scelta. Di recente, vi sono segnalazioni dell'impiego di anticorpi monoclonali nelle forme piu aggressive [25].

Colite eosinofila

Analogamente agli altri disordini gastrointestinali associati agli eosinofili, la colite eosinofila (CE) puo essere suddivisa in primitiva (con i sottotipi atopico e non atopico) e secondaria (comprendente le forme non correlate e quelle correlate a disordini sistemici degli eosinofili).

A differenza delle altre EGID la CE e meno frequentemente associata a un aumento delle IgE e anche in questo caso il meccanismo patogenetico alla base della patologia non e stato individuato.

La malattia ha un'incidenza bimodale con un picco entro i primi 2 mesi di vita e l'altro in eta adolescenziale e/o giovane adulta [1,8,26].

La sintomatologia clinica eè strettamente correlata con la sede di interessamento della patologia, tuttavia i sintomi piè comuni sono la diarrea, la perdita di peso, l'anoressia. La localizzazione piè frequente e quella a livello del retto, ma possono essere coinvolti anche gli altri tratti colici con un quadro endoscopico caratterizzato da una mucosa eritema-tosa con ridotta vascolarizzazione e iperplasia follicolare.

A livello istologico e frequente il riscontro nella lamina propria, nelle cripte epitelioidi e piu raramente nella tonaca muscolare di aggregati focali di eosinofili e talvolta è possibile riscontrare cellule giganti multinucleate nella sottomucosa.

Se la patologia insorge entro il primo anno di vita, la prognosi è estremamente favorevole, mentre nell'etè adulta puo assumere un andamento cronico debilitante. La malat-tia, secondo le esperienze riportate in letteratura, non presenta una buona risposta né alla dieta né alla sommini-strazione di farmaci stabilizzanti le mast-cell e gli antista-minici. Nelle forme ad andamento aggressivo e necessario utilizzare gli steroidi o gli immunosoppressori [26,27].

Conclusioni

Nel nostro lavoro, dopo una breve introduzione sui disordini gastrointestinali primitivi associati agli eosinofili e in particolare sulla gastroenterite primitiva eosinofila, abbiamo presentato il caso clinico di una paziente affetta a nostro avviso da GE primitiva a prevalente interessamento della tonaca sierosa. Tale entita clinico-patologica - caratteriz-zata da sintomi variabili a seconda della sede, dell'esten-sione e della profondita dell'infiltrato infiammatorio eosinofilo- e estrememamente rara, pertanto abbiamocolto l'occasione per effettuare una revisione della letteratura al riguardo e, soprattutto, per illustrare il percorso diagnostico che ci ha permesso di formulare tale diagnosi.

Conflitto di interessi

Gli autori dichiarano di essere esenti da conflitto di interessi. Bibliografía

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